Da pionieri leggendari a maestri moderni: chi ha davvero scritto la storia della MTB
Ci sono storie che restano scolpite nel fango, nei sassi e nei tracciati impossibili. La storia della mountain bike non è fatta solo di gare vinte, ma di facce sporche di terra, bici strappate alla logica, vittorie sudate a forza di gambe e testa. Alcuni nomi hanno lasciato un segno indelebile: non solo per i titoli, ma per come hanno cambiato il modo stesso di guidare.
Questo è un tributo personale ai grandi della MTB. Alcuni li ho visti dal vivo. Di alcuni ho ancora le foto, scattate nei primi anni 2000, quando bastava un 26"e una forcella elastomerica per sognare in grande.
John Tomac – The Bomber
John Tomac (Owosso, 3 novembre 1967). Un nome che basta da solo a spiegare cos’è la mountain bike. John Tomac è stato l’uomo che ha unito il mondo del cross-country con quello del downhill, correndo (e vincendo) in entrambi. In un’epoca in cui le discipline erano ancora fluide, Tomac saliva su tutto: bici con piega da corsa, copertoni tassellati, freni a pattino… e vinceva. Un vero pioniere.
Julien Absalon – Il dominatore silenzioso

Julien Absalon (Remiremont, 16 agosto 1980) Ciclista francese, freddo e costante come pochi. Absalon ha scritto la storia del cross-country moderno. Due ori olimpici, cinque titoli mondiali, una valanga di Coppe del Mondo. È stato l’ultimo a vincere una gara di Coppa del Mondo su MTB 26" mentre tutti erano già passati a 27.5 e 29. Talento e caparbietà pura.
Anne-Caroline Chausson – La regina del Downhill
Anne-Caroline Chausson (Digione, 8 ottobre 1977) ha dominato per anni il DH femminile, lasciando le briciole alle altre. Con una serie impressionante di titoli mondiali, è stata una delle poche atlete a eccellere anche nel Four Cross e successivamente nell’Enduro. Una vera pioniera dell’aggressività controllata.
Nino Schurter – L’artista della guida pulita

Nino Schurter (Tersnaus, 13 maggio 1986) simbolo del cross-country moderno. Svizzero, meticoloso, con una tecnica invidiabile. Famoso anche per l’uso dei tubolari in MTB, scelta rara e difficile da gestire. Ancora competitivo, ha alzato l’asticella per tutti i rider della sua generazione.
Greg Minnaar – Il maestro del Downhill
Greg Minnaar (Pietermaritzburg, 13 novembre 1981) Sudafricano, elegante, potente. Minnaar è tra i rider con più vittorie nella storia della Coppa del Mondo DH. Ha vinto su ogni tipo di tracciato e ha contribuito allo sviluppo del celebre copertone Maxxis Assegai. Quando scende lui, c’è sempre da imparare.
Hans Rey – Il funambolo della MTB
Hansjörg Rey, aka Hans "No Way" Rey (4 Giugno 1966) Non ha vinto tutto, ma ha mostrato tutto. Hans Rey ha spinto la MTB oltre lo sport, trasformandola in spettacolo, viaggio, cultura. Pioniere del trial, del freeride e dei video epici, è entrato nella MTB Hall of Fame con merito assoluto.
Paola Pezzo – La regina d’oro del cross-country
Paola Pezzo (8 Gennaio 1969, in Bosco Chiesanuova) Due ori olimpici nel cross-country: Atlanta 1996 e Sydney 2000. Ha corso su MTB 26" quando la tecnica era semplice e la fatica era tutto. Icona assoluta della MTB italiana, ha ispirato centinaia di ragazze e ragazzi a credere nello sport vero.
José Antonio Hermida – Lo showman del XC

José Antonio Hermida Ramos (24 Agosto, 1978 in Puigcerdà, Girona) Energico, tecnico, sempre col sorriso. Hermida ha vinto il mondiale XC nel 2010 e l’argento olimpico ad Atene 2004. Apprezzato tanto per la guida quanto per la personalità, è rimasto nel cuore di molti appassionati.
Gunn-Rita Dahle – La “Iron Woman” della MTB
Gunn-Rita Dahle Flesjå (born 10 February 1973) La più vincente nella storia del cross-country femminile. Oro olimpico nel 2004, 10 titoli mondiali tra XC e Marathon, 30 vittorie in Coppa del Mondo. Ha corso anche dopo la maternità, meritandosi il soprannome di “mamma volante”.
Steve Peat – L’icona britannica del downhill
Steve Peat (17 Giugno 1974 in Chapeltown, South Yorkshire) Campione del mondo nel 2009, carismatico, sempre sorridente. Peaty ha segnato una generazione. Ha corso insieme a Minnaar e Josh Bryceland, ed è ancora oggi un punto di riferimento per chi ama il DH old-school.
Ralph Naef – Il diesel silenzioso

Ralph Näf (10 Maggio 1980) Poco appariscente, ma costante. Campione europeo nel 2006, Campione del Mondo nel 2006 a Oisans nel Marathon, 2010 Mont Sainte-Anne nel Team relay, nel 2012 Leogang-Saalfelden nel Cross-country eliminator, più volte sul podio in Coppa del Mondo. Ha rappresentato al meglio lo stile svizzero: solido, tecnico, affidabile. Un esempio per i giovani di allora.
Jaroslav Kulhavý – Potenza e resistenza
Jaroslav Kulhavý (8 Gennaio 1985) Oro olimpico nel 2012 e argento nel 2016, campione del mondo XC e Marathon. Fisico da passista, tecnica da campione. È stato tra i primi a dominare con le 29", in un periodo di piena transizione tecnica.
Thomas Frischknecht – Il gentleman svizzero
Thomas Frischknecht (17 Febbraio 1970 in Feldbach, Switzerland) Uno dei padri nobili del XC europeo. Ha vinto con MTB rigide, forcelle minime e uno stile pulito. Argento olimpico nel 1996 e campione del mondo Marathon nel 2003. Oggi è anche una figura importante nel mondo manageriale della MTB.
Una storia che continua a ispirare
La mountain bike è cambiata: ruote più grandi, bici più leggere, gare più tattiche. Ma questi atleti restano le fondamenta su cui tutto è stato costruito. Chiunque oggi salga su una MTB per gareggiare o divertirsi, lo fa anche grazie a loro.
